
Agevolazioni Prima Casa per Italiani all'Estero: Nuove Regole
Le regole sull'agevolazione prima casa sono recentemente cambiate. Il Decreto-Legge n. 69/2023 (Salva-Infrazioni) ha introdotto nuovi limiti. In precedenza, i cittadini residenti all'estero e iscritti all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) ottenevano automaticamente l'aliquota ridotta del 2% per l'imposta di registro o del 4% per l'IVA. Ora, è necessario dimostrare un legame certo con il comune in cui si acquista.
Il Legame Territoriale
Per ottenere il beneficio, è generalmente richiesto di aver risieduto o svolto un'attività in Italia per un periodo totale di almeno cinque anni prima del trasferimento all'estero. Questo periodo di cinque anni crea il necessario legame con il territorio.
Percorso Scolastico e Universitario
L'Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito con la Risposta n. 312/2025 che il termine 'attività' può essere interpretato in senso ampio. Include l'intero percorso scolastico e universitario. Se hai trascorso cinque anni studiando in un comune italiano, potresti comunque beneficiare dell'agevolazione prima casa in quel comune, anche se ora lavori all'estero.
Esclusione Immobili di Lusso
Questi benefici non si applicano agli immobili di lusso. Sono incluse le abitazioni di tipo signorile (A/1), le ville (A/8) e i castelli (A/9), indipendentemente dai legami storici del compratore con il comune.
Esenzione Residenza
Se il legame dei cinque anni può essere dimostrato, il requisito standard di trasferire la residenza entro 18 mesi è generalmente superato per chi vive all'estero. Questo rende l'agevolazione uno strumento potente per gli espatriati che desiderano acquistare casa nel proprio comune di origine.
PWJennings fornisce la supervisione tecnica per questi acquisti, garantendo che i documenti storici di studio o lavoro siano legalmente sufficienti per superare un audit fiscale.
Domande Frequenti
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